I MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA
La Televisione, nata come mezzo informativo e di intrattenimento, sta diventando sempre più strumento di propaganda e di creazione del consenso, e ciò che sta avvenendo alla RAI lo dimostra ampiamente. A questo punto sorge spontanea una domanda:
- gli occidentali, tanto fieri della loro civiltà, sono sicuri di vivere in Stati democratici?
Se qualcosa o qualcuno ha tanto potere da condizionare la vita di intere popolazioni allora è giunto il momento di riflettere e di verificare se le basi della nostra democrazia poggiano su fondamenta stabili.
Tutti sanno come si chiama chi vuol imporre il suo potere e condizionare la vita degli altri: dittatore. Lo sanno perché nella storia dell'umanità non c'è stato un solo giorno in cui, in qualche parte del mondo, non abbia governato un dittatore.
Lo sanno perché ormai hanno imparato a riconoscerlo, bastano poche parole e qualche atteggiamento e subito scatta l'azione di rigetto, ma di fronte a questo potere impalpabile, sconosciuto, che ti blandisce, che accarezza tutte le tue idee, anche quelle "impossibili", che ti fa credere che puoi avere tutto quello che hanno gli altri, che ti dà sempre quello che vuoi, basta cambiare canale, come è possibile non dico ribellarsi, ma almeno difendersi?
I messaggi televisivi non colpiscono la ragione, ma l'emozione per sottometterci intellettualmente, non si ha il tempo di iniziare un'analisi, perché le immagini si susseguono incessantemente e alla fine le uniche cose che rimangono in mente sono: se non ho quell'auto, quel vestito, quel profumo, o non bevo quello spumante non sono nessuno.
La libertà non sta nella forma, ma nella sostanza. Non basta dire: "ti porto la libertà"; perché non devi portarmi la "tua" libertà, ma devi rispettare la "mia".
La libertà è un valore assoluto, se qualcuno la concede, non c'è libertà; se la si impone, non c'è libertà; se c'è un condizionamento, non c'è libertà.
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