Definizione di un progetto di trasformazione della società
Definire i punti programmatici per la costituzione della Carta per un'Etica Universale può sembrare un'impresa impossibile. Infatti molti si chiedono: cosa possono avere in comune popolazioni appartenenti a culture, religioni e stili di vita così diversi? Quali valori e ideali possono essere condivisi da un credente in Buddha, in Gesù Cristo o in Maometto s.? Quale legame può unire gli indigeni della Patagonia e dell'Australia con coloro che da secoli vivono nella cultura occidentale o asiatica? No, non è impossibile, se si tolgono le scorie che per millenni hanno imprigionato l'uomo nel suo guscio, impedendogli di vedere gli altri, se l'uomo saprà ritornare "libero" nella natura, come era all'inizio della sua storia, allora, riacquistando l'essenza della sua "umanità" potrà vivere in armonia con la natura e con tutto quello che in essa vive. Non servono libri per scrivere la Carta per un'Etica Universale, non servono politologi, antropologi, sociologi bastano soltanto tre parole:giustizia, amore e solidarietà. Non c'è un uomo sulla terra che non capisca il linguaggio di una mano che si tende per aiutarlo o per offrirgli qualcosa da mangiare. Non c'è uomo sulla terra che non intervenga per aiutare qualcuno in difficoltà. Sono gesti semplici che tutti capiscono perché sono impressi nel cuore, anche se talvolta la mente non lo sa, sono gesti e parole che non hanno bisogno di un interprete, perché si leggono nel luccichio degli occhi e nella stretta di un abbraccio. Sono parole che uniscono tutti i popoli della Terra ed ispirano i valori che sono alla base della Carta per un'Etica Universale: 1) ogni uomo o donna, bianco o di colore, credente e non credente, ricco o povero, giovane o vecchio, ha diritto ad un trattamento umano; 2) la convivenza civile si fonda: a) sul principio di una cultura della non violenza e del rispetto della vita; b) sul principio della fratellanza e della solidarietà universale; c) sul rispetto della natura, in tutte le sue forme; Il destino del mondo è appeso ad un filo, perché rimaniamo inerti e non facciamo nulla per salvarci? Perché continuiamo a fare le guerre e a inquinare la natura? Perché non riusciamo a vivere insieme nella pace e nella concordia? La risposta è molto semplice: perché non siamo capaci di cambiare noi stessi. Nessun mutamento è possibile se ciascuno di noi non è disposto a modificare abitudini e comportamenti, a rinunciare a qualcosa, a vivere il rapporto con gli altri con la stessa coerenza e nello stesso modo in cui vorremmo che gli altri si comportassero con noi. Tutte le grandi rivoluzioni sono fallite perché i rivoluzionari, una volta al potere, si sono comportati peggio dei tiranni che avevano abbattuto. I princìpi della rivoluzione francese: libertà, uguaglianza e fraternità, non si sono mai attuati perché non erano nel cuore e nell'animo dei rivoluzionari, non sapevano il vero significato di quelle parole e non potevano quindi essere coerenti con quegli ideali. Gli ideali sanciti nella Carta per un'Etica Universale rimarranno solo delle belle parole, se non si procederà subito alla riforma della Scuola, del sistema dei mezzi di comunicazione di massa e se tutta l'organizzazione dello Stato, sia a livello centrale che periferico, non sarà orientata, anche con iniziative concrete, al raggiungimento di questi obiettivi.
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