
Si è cambiato tutto per non cambiar niente
L'uomo che nel cammino della sua storia ha fatto enormi progressi nell'ambito dello scibile umano, dalla cultura alla scienza, dalla medicina alla tecnologia, perchè non è riuscito a fare gli stessi progressi nei rapporti interpersonali e nella convivenza sociale?
Infatti, aprendo un libro di storia vediamo il succedersi di popolazioni in continua lotta fra loro. Non c'è una pagina di storia che non parli di conquiste, di guerre, di morti e di devastazioni. Percorrendo velocemente gli ultimi duemila e cinquecento anni della nostra storia ci si accorge che nelle Città Stato dell'antica Grecia, durante l'Impero Romano, nel Feudalesimo, fino ad arrivare all'egemonia mondiale degli Stati Uniti e dell'ex URSS, il potere è sempre rimasto in mano a pochi e gli altri, quelli che non sono dello stesso ceto, classe o clan, possono essere sfruttati, emarginati o, peggio ancora, semplicemente ignorati. Il capitalismo e il comunismo, sono stati due modelli antitetici ai quali si sono ispirati intere generazioni in tutto il mondo. E' paradossale constatare che, nonostante la loro assoluta diversità, hanno prodotto le stesse ingiustizie sociali, creato classi dirigenti che hanno sempre governato per il loro esclusivo tornaconto, segno evidente che non sono i "massimi sistemi" che possono cambiare il mondo, ma quello che è dentro di noi: si può credere nel capitalismo o nel comunismo, ma se nel cuore e nella mente c'è solo egoismo e gli altri sono solo "cose" da utilizzare o da sfruttare, non potrà mai esserci alcuna forma di governo che potrà garantire pace, giustizia e libertà.
Sono cambiate le strategie, ci sono più sofisticati strumenti di controllo e di inculturazione, si fissano principi universali che devono essere rispettati solo dai più deboli, ma non dai più forti, ecc., ma non c'è nulla di nuovo sotto il sole. Che differenza c'è tra la guerra in Persia di Alessandro Magno e la guerra in Iraq di Bush j., e tra le incursioni romane nei territori occupati dai "barbari" e la guerra preventiva dei Presidenti americani? Nessuna, perché in ciascuna azione c'è solo la bramosia di sottomettere gli altri per dimostrare la propria potenza e potere. Che differenza c'è tra il possesso degli schiavi dei popoli antichi e lo sfruttamento del lavoro minorile perpetrato dalle multinazionali tra la popolazione del quarto mondo? Nessuna, perché in entrambi i casi c'è solo la cupidigia di arricchirsi con il lavoro, la fatica e la disperazione degli altri.
Oggi, vedendo dove sta andando il mondo, è più facile capire che sono altre le strade da percorrere, non quelle che dividono ma uniscono, non quelle che inaridiscono il cuore, ma quelle che lo fanno fiorire, non quelle della diversità ma quelle della fratellanza.